Guida alla scelta della migliore smerigliatrice

In commercio ci sono tantissimi modelli di smerigliatrici, di altrettante marche più o meno famose, che possono essere impiegate per diversi tipi di lavori.

Partendo da una definizione generale, si può dire che una smerigliatrice è una macchina che, grazie a dischi abrasivi messi in rotazione, può sbavare, levigare, tagliare.

Questo strumento si trova comunemente in officine metalmeccaniche, in laboratori di artigiani, in cantieri edili e, quindi, viene usato da operai, fabbri, forgiatori, falegnami, muratori, piastrellisti, idraulici.

Nei prossimi paragrafi troverete informazioni utili per capire:

  • Quali sono i tipi di smerigliatrice
  • Quali sono le principali caratteristiche
  • Gli utensili idonei per i lavori più duri

Andiamo a spiegare meglio ognuno di questi argomenti.

Quali sono i tipi di smerigliatrice?

La prima grande distinzione da fare è tra smerigliatrice angolare e smerigliatrice da banco.

Iniziando a descrivere la smerigliatrice angolare è meglio precisare che i professionisti si riferiscono a questo strumento con diversi soprannomi: flex, flessibile, frullino.

La caratteristica principale di questa tipologia di macchina è il fatto che si impugna, con una o due mani a seconda delle dimensioni, per togliere bave da metalli e altri materiali, per lucidare carrozzerie e, soprattutto, per levigare e tagliare materiali edili come laterizi, pietre, cemento, granito, piastrelle.

Per effettuare i diversi tipi di lavori citati, sulla smerigliatrice angolare vengono montati dischi da taglio o sbavatura, spazzole, utensili diamantati (quest’ultimi per materiali duri o per avere performance migliori).

La smerigliatrice da banco, chiamata anche mola o molatrice, è chiaramente una macchina utensile che necessita di un appoggio fisso. Questo strumento è formato da un motore elettrico che fa ruotare i dischi abrasivi. A seconda della grana dei dischi si possono lucidare e levigare diverse tipologie di superfici e materiali.

Appare chiaro che la prima cosa a cui pensare quando si deve acquistare una smerigliatrice è se ci serve fissa sul banco dell’officina o se dobbiamo portarla in giro.

Se abbiamo bisogno di uno strumento molto versatile e maneggevole, allora la smerigliatrice angolare è quella ideale.

Principali caratteristiche da valutare in una smerigliatrice angolare

Le due caratteristiche principali che possono guidare verso l’acquisto della smerigliatrice angolare giusta sono:

  • Dimetro del disco
  • Potenza del motore e alimentazione

Il primo parametro da tenere in considerazione quando si vuole comprare una smerigliatrice è il diametro del disco che può montare. I tre diametri dei dischi per smerigliatrici angolari sono: 115 mm, 125 mm, 230 mm.

Si passa poi a valutare il motore della smerigliatrice angolare è il tipo di alimentazione, a batteria o a cavo.

Le smerigliatrici a batteria sono sicuramente più maneggevoli, ma sono più pesanti di quelle a cavo e il loro utilizzo è sempre vincolato alla carica della batteria. Le smerigliatrici a cavo garantiscono un’autonomia pressoché infinita, ma bisogna sempre controllare dove sia la presa più vicina.

La potenza del motore è un fattore molto importante a cui pensare, perché determina anche il tipo di lavoro che si può svolgere con la smerigliatrice angolare. Ad esempio con un elettroutensile di scarsa potenza sarà impossibile tagliare il marmo.

Generalmente si trovano in commercio smerigliatrici di potenza che vanno dai 400 W ai 2500 W.

Gli utensili idonei per i lavori più duri: gli utensili diamantati

Quando si devono tagliare, levigare, forare materiali particolarmente duri ciò che bisogna montare sulla smerigliatrice angolare è un utensile diamantato.

Su questo tipo di elettroutensili si possono montare dischi diamantati da taglio, dischi da sbavo e foretti diamantati.

La smerigliatrice della giusta potenza con un idoneo utensile diamantato è in grado di penetrare praticamente ogni tipo di materiale che si può utilizzare in edilizia.